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NORMAND F. KRIKÈ

Normand Fran´┐Żis Pasquale John Pedro Krikè nacque su una nave in qualche punto sperduto del Pacifico intorno al 1948. Dei suoi genitori si sa solo che erano due apolidi(76) e che lo abbandonarono quando aveva pochi mesi e non si fecero più vedere. La sua prima infanzia la passò sballottato da un istituto all'altro e da una nazione all'altra e, ogni volta che cambiava Stato, gli veniva appioppato un nuovo nome proprio di quel Paese. Non si sa molto della sua adolescenza, anche perché ha detto che ce la racconta solo se gli diamo il nostro poster di Cauchy a cui siamo troppo legati, si sa però che era (ed è tuttora) soggetto a forti crisi depressive per il fatto che in qualunque nazione andasse, era considerato uno straniero; ha frequentato le superiori inizialmente in Francia, poi in Olanda, Grecia, Svezia, Italia e Stati uniti, dove finalmente si è diplomato a pieni voti, ma non ha potuto usufruire della borsa di studio perché la sua nazione (ma quale se era apolide?) non era consociata con la World's Educational Association®.

Cercò di ottenere la cittadinanza statunitense, ma venne bocciato perché portava gli occhiali(77) e perché qualcuno sospettava che fosse una spia sovietica; venne inoltre caldamente consigliato di lasciare gli Stati Uniti perché soggetto non proprio desiderato. Andò allora in Giappone dove lavorò come interprete (a furia di girare sapeva un bel po' di lingue), ma non durò molto perché una delle poche lingue che non conosceva era proprio il giapponese; si recò allora in Germania (Ovest), e precisamente a Düsseldorf, dove lavorò come pizzaiolo tipico napoletano (?) e a tempo perso si laureò a pieni voti alla facoltà di matematica pura. A questo punto (era il 1974) cercò di entrare in università come assistente, ma non fu accettato perché nessun pezzo grosso della sua Patria (e ci risiamo) poteva raccomandarlo.

Negli anni successivi, oltre a pubblicare numerosi testi di matematica a livello di corsi postuniversitari, si dedicò alla ricerca di una nazionalità, che non riuscì ad ottenere da nessuna parte, evidentemente perché era troppo meritevole per ottenerla. Fu in questo momento di crisi profonda che, in un pub inglese, incontrò Sigmud Ry e Wilfred McBowd, che discutevano animatamente sulla estensione ai numeri reali della funzione ennoriale: uno diceva che i punti trovati nei valori di n interi, dovevano essere uniti da rette, mentre l'altro proponeva un raffinatissimo, quanto inutile, sistema non lineare, che nessuno dei due avrebbe saputo minimamente risolvere; Normand Krikè, ormai frustrato dalle persone normali, e incuriosito dalla funzione "ennoriale", che in anni di studi matematici non aveva mai avuto il (dis)piacere di incontrare, attaccò bottone, e fu subito erudito sui problemi dei due, che però capì pienamente soltanto dopo il primo gallone(78) di birra. Da quel momento, considerato il valore medio di buon senso che aveva riscontrato nelle persone che lo circondavano, e dato che visitando un manicomio si trovava sempre in difficoltà nel capire da quale parte della porta si entrava e da quale si usciva, decise di dedicarsi attivamente allo studio dell'Analisi N, e se ogni tanto trovate qualche formula o passaggio non del tutto sbagliati, adesso sapete chi ringraziare.


(76) persone di cui nessuno Stato riconosce il diritto di cittadinanza. Il loro statuto personale, a norma della convenzione dell'ONU del 28 settembre 1954, dipende dalla legge del Paese in cui hanno il domicilio o la residenza abituale.

(77) Krikè ci vedeva benissimo, ma un addetto all'Ufficio Immigrazione gli chiese per favore di passargli gli occhiali (con lenti spesse mezzo centimetro) che si trovavano su una scrivania. Normand obbedì e il tizio scrisse a verbale che "Normand Krikè porta occhiali per miopia con correzione di 6 diottrie"...

(78) un gallone equivale a 3.78 litri.

 


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